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	<title>Proyectos relacionados con Open Taranto</title>
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	<description>Estudio de arquitectura en Zaragoza especializado en arquitectura sostenible, regeneración urbana, vivienda, equipamientos y diseño de espacios públicos.</description>
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		<title>Open Taranto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gravalosdimonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 09:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE PER LA DEFINIZIONE DEL PIANO DI INTERVENTI PER IL RECUPERO, LA RIQUALIFICAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTA’ VECCHIA DI TARANTO. SEI microinterventi per TRE assi urbani strategici In questa fase, definita nel Masterprogram come “Colonizzazione Creativa” vengono fissate le direttive e gli orientamenti per l’attivazione del processo di rigenerazione. Il progetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE PER LA DEFINIZIONE DEL PIANO DI INTERVENTI PER IL RECUPERO, LA RIQUALIFICAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTA’ VECCHIA DI TARANTO.</p>
<p>SEI microinterventi per TRE assi urbani strategici<br />
In questa fase, definita nel Masterprogram come “Colonizzazione Creativa” vengono fissate le direttive e gli orientamenti per l’attivazione del processo di rigenerazione.<br />
Il progetto individua 3 assi urbani, strategici e rappresentativi (Via Cava, Postierla Nuova, Postierla Immacolata), come campo di azione iniziale.<br />
Sono i 3 assi principali di connessione urbana, che permettono di attraversare la città nella sua dimensione trasversale, che è in maniera evidente la più ricca, eterogenea ed interessante.<br />
Tre “ecotoni” attraverso i quali si relazionano le differenti anime della città: i due mari, la città alta e la città bassa, l’anima borghese e quella popolare.<br />
Da questi tre elementi spaziali si è deciso di iniziare, iniettando al loro interno quella nuova linfa, capace di attivare la nuova urbanità necessaria alla metabolismo di quello che è lo straordinario sistema storico e stratificato di una città fatta di livelli differenti (che oggi appaiono ormai quasi illeggibili), di un sistema di relazioni sociali oggi ancora forti, ma sempre più fragili, e alla valorizzazione della “bellezza” di Taranto: una bellezza in senso letterale che ha catturato e convinto nel tempo pittori, fotografi, artisti in genere a raffigurare colori, masse, luci, ombre e vita della città e che appare ancora oggi (nonostante questo tempo recente fatto di degrado e inviluppo) attraverso una tavolozza di colori calda, che seppur sbiadita si presenta ancora come particolarissima e persistente nella sua armoniosa varietà.<br />
Dentro questa cornice, il progetto prevede 18 azioni, 6 per ognuno dei 3 assi di rigenerazione individuati.<br />
Una serie di microinterventi partecipati capaci di delineare un dialogo inedito tra storia e contemporaneità e pensati per rispondere a 4 Macro obiettivi di carattere generale che sono:<br />
1. GENERARE POLI CATALIZZATORI DI NUOVE ATTIVITÀ<br />
2. ATTIVARE CONNESSIONI MATERIALI E IMMATERIALI<br />
3. MIGLIORARE LA SCENA URBANA<br />
4. COSTRUIRE UNA NUOVA IDENTITÀ URBANA<br />
Il progetto va quindi ad agire concretamente su vuoti, pieni e connessioni nel tentativo ricostruire le relazioni trasversali tra i due mari e allo stesso tempo riconnettere e valorizzare i vari livelli stratificati (fisici e non) della città.<br />
Lo fa materialmente attraverso l’inserimento delle 3 nuove funzioni “colonizzatrici” nei Palazzi Amati, Delli Ponti e De Bellis, che diventano il volano del processo innestandosi anche su proto-colonie esistenti (i primi tentativi di rigenerazione urbana già attuati come ad esempio del Palazzo d’Aquino e l’ex Caserma Rossarol sede dell’Università o del Laboratorio urbano-Cantiere Maggese nella chiesa di San Gaetano, o del Co-Working di Palazzo Ulmo).<br />
Lo fa valorizzando e mettendo in gioco in maniera creativa e partecipata edifici, vuoti urbani, corti, ipogei e tetti, risorse oggi latenti, in attesa di ricoprire un ruolo, una funzione e una propria identità dentro il tessuto urbano;<br />
lo fa declinando in maniera innovativa le “Case Natura” come nuova tipologia edilizia capace di fornire oltre che i servizi di quartiere, nuove modalità di connessione, nuove opportunità in termini di spazi di lavoro, diventando anche elemento attraverso il quale declinare il tema del verde dentro la città vecchia;<br />
lo fa coinvolgendo e valorizzando il capitale socio territoriale, inserendolo nel processo come protagonista assoluto.</p>
<p>El concurso internacional de ideas Open Taranto, promulgado por la Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana, el Ayuntamiento de Taranto, el INU, con el apoyo de la Regione Puglia y organizado por Invitalia, tiene como objetivo impulsar la regeneración urbana de la Cittá vecchia di Taranto. Hemos participado al concurso formando una UTE con el estudio de Mario Cucinella architects y nuestra propuesta «Taranto Respira» ha resultado una de las 5 premiadas, recibiendo una mención por «el valor asignado a la involucración de la ciudadanía en el proceso de transformación y por la definición de una solida estrategia en su implementación». Queremos agradecer al estudio de Mario Cucinella, a nuestros socios y compañeros Land Milano, Maurizio Carta, Carlo Colloca, Luigi Oliva, TMS Engineering – Domenico Mancini, Studio De Vita &amp; Schulze, Ezio Micelli, Francesco Baratti, PPAN y Action Aid Taranto, entre otros. El proceso nos ha visto involucrados en un team interdisciplinar con perfiles muy variados y complementarios, lo que nos ha permitido elaborar una estrategia con un enfoque experimental y con una metodología muy inovativa.</p>
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